Una delle questioni che solleva maggiormente il dibattito è se sia necessario il consenso dell'interessato per la consultazione di dati e documenti detenuti dalla stessa Amministrazione o da altre Pubbliche Amministrazioni (AAPP), al fine di ottemperare al diritto di il cittadino a non concorrere al procedimento quegli atti che aprono in possesso dell'AAPP, riconosciuto in carattere generale dalla Legge 39/2015, del 1 ottobre, di procedura amministrativa comune delle Pubbliche Amministrazioni (LPACAP) e dalla Legge 26/ 2010, del 3 agosto, sul regime giuridico e procedurale delle pubbliche amministrazioni della Catalogna.

Come affermato dall'Autorità catalana per la protezione dei dati (APDCAT) nel suo parere CNS56 / 2016 , i cittadini hanno il diritto di non contribuire alla procedura i documenti che sono stati preparati da qualsiasi amministrazione o che sono già stati forniti in precedenza. Per rendere effettivo tale diritto, trasferisce all'Amministrazione l'onere di inserirli nel fascicolo, stabilendo i criteri da seguire per la consultazione o richiesta di tale documentazione, che deve essere analizzata dal punto di vista della Legge Organica 15/1999, del 13 dicembre, sulla protezione dei dati personali (LOPD), che prevede chiaramente all'articolo 6.1 che il trattamento dei dati personali richiede il consenso inequivocabile dell'interessato, salvo diversa disposizione di legge.

Il LPACAP presume che vi sia un'autorizzazione alla consultazione o al trasferimento dei dati da parte dell'interessato, a meno che non vi sia espressa opposizione nella procedura o la legge speciale applicabile richieda tale espresso consenso. Pertanto, è prevista un'autorizzazione legale al trasferimento dei dati tra organi della stessa amministrazione o tra pubbliche amministrazioni, a tutela dell'articolo 11.2 a) della LOPD.

Pertanto, AAPPs può accedere ai dati necessari per la specifica procedura senza espresso consenso sulla base dell'autorizzazione legale prevista dagli articoli 28.2 e 28.3 LPACAP, a condizione che l'interessato non si sia opposto espressamente. In questo caso, l'APDCAT ritiene che tale opposizione possa essere articolata attraverso l'inserimento di una casella nei moduli, che il cittadino può barrare in caso di opposizione alla consultazione.

Fermo restando quanto sopra, il consenso espresso deve essere richiesto nel caso di dati particolarmente protetti previsti dagli articoli 7.2 e 7.3 della LOPD.

Tutto ciò ferma restando la necessità di ottemperare agli altri obblighi derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati, in particolare:

  • Il principio di proporzionalità.
  • Il diritto all'informazione dell'interessato, in altre parole, i moduli di richiesta devono essere informati delle conseguenze del mancato conferimento delle informazioni richieste e del fatto che si presumerà che sia prestato il consenso per poterlo ricercare informazioni direttamente.
Contesto giuridico

Legge 39/2015:

Articolo 28. Documenti forniti dagli interessati al procedimento amministrativo .

“2. Gli interessati non sono tenuti a fornire documenti predisposti da alcuna Amministrazione, indipendentemente dal fatto che la presentazione dei suddetti documenti sia obbligatoria o facoltativa nella procedura in oggetto, a condizione che l'interessato abbia espresso il proprio consenso alla consultazione o alla richiesta. Si presume che la consultazione o l'ottenimento siano autorizzati dagli interessati, salvo che la procedura esprima espressamente la loro opposizione o che la legge speciale applicabile richieda un espresso consenso.

3. Le amministrazioni non richiedono agli interessati la presentazione di documenti in originale, salvo che, in via eccezionale, la normativa applicabile non disponga diversamente. Parimenti, le pubbliche amministrazioni non richiedono agli interessati di fornire dati o documenti non previsti dalla normativa applicabile o che siano stati preventivamente forniti dall'interessato a qualsiasi Amministrazione.

A tal fine, l'interessato deve indicare a che ora e dinanzi a quale organo di amministrazione ha presentato i predetti atti e le pubbliche amministrazioni devono farne richiesta per via telematica attraverso le proprie reti aziendali o consultando le piattaforme di intermediazione dati o altri sistemi elettronici all'uopo abilitati. Si presume che tale consultazione sia autorizzata dagli interessati a meno che la procedura non indichi espressamente la loro opposizione o che la legge speciale applicabile richieda un espresso consenso; in entrambi i casi, devono essere preventivamente informati dei propri diritti in materia di protezione dei dati personali. In via eccezionale, qualora le pubbliche amministrazioni non riescano ad ottenere i predetti documenti, possono chiedere all'interessato di fornirli nuovamente”.

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